Alfredo Bonelli

Fra Stalin e Tito
Cominformisti a Fiume

 1948-1956

Note a cura di Franco Cecotti

Trieste, Irsml, "I quaderni di Qualestoria", 1994.

Alfredo Bonelli è nato a Monty Beccaria (Pavia), il 23 maggio 1910, ma cresciuto a Milano, dove la famiglia si trasferisce e dove completa gli studi superiori.

La sua scelta politica avviene molto precocemente, stimolata dalla lettura dell' Almanacco Socialista del 1920 che suo padre aveva ricevuto in regalo da un collega anarchico e soprattutto dalla violenza di un gruppo di fascisti, incontrati recandosi a scuola, che saccheggiavano una cooperativa in via Rivoli a Milano.

Nell'aprile del 1927 si iscrive al Partito comunista, ormai operante in clandestinità e inizia la vita del rivoluzionario professionista. Nel 1928 si trasferisce con la famiglia a Roma, dove viene arrestato alla fine del 1929 per propaganda comunista e processato dal Tribunale Speciale (assolto per insufficienza di prove) e nel 1932. 
A Roma si laurea in Scienze economiche e commerciali. Ritornato a Milano nel 1934, riprende i contatti con il Pci e l'attività clandestina, fino a subire l'arresto nel 1935 e nel 1936, quando viene inviato al confino per 7 anni alle Tremiti e a Ventotene. Il periodo del confino si conclude nel luglio 1943.

Partecipa alla lotta di liberazione prima a Frosinone, organizzando un primo nucleo comunista, e poi a Milano, nella segreteria di Secchia. Dopo la guerra è attivo nell'apparato del Partito comunista a Roma e a Milano, ma i rapporti tra Bonelli e i dirigenti comunisti sono stati segnati da quasi continue diffidenze, che lo spingono a seguire la moglie, di nazionalità slovena, quando sceglie di stabilirsi nella Jugoslavia socialista nel 1948.

La sua attività a Fiume, dove promuove un'organizzazione cominformista per combattere il regime di Tito, viene da lui ricostruita in questo libro, che termina con amare considerazioni sull'abbandono da parte del Pci (ma anche degli altri partiti comunisti europei) dei propri militanti spinti a lottare contro la cricca di Tito e poi lasciati al loro destino nelle carceri jugoslave fino al 1956. 
Considerazioni e riflessioni che lo spingono ad allontanarsi dal partito nel 1951 dopo 24 anni di militanza.

INDICE
Prefazione di Francesco Privitera p. 1
LORGANIZZAZIONE COMINFORMISTA DI RIJEKA - PRIMA FASE 1948-1950
La partenza per la Jugoslavia (1948) p. 19
La situazione in Jugoslavia (1948-1950) p. 22
La crisi politica jugoslava (1948-1950) p. 26
La Risoluzione del Cominform contro la Jugoslavia (1948) p. 29
L'organizzazione di Rijeka. Prima fase (1948-1950) p. 32
LORGANIZZAZIONE COMINFORMISTA DI RIJEKA - SECONDA FASE 1950-1951
La ripresa della Organizzazione (1950) p. 69
Carattere ed esperienze della seconda fase (1950-1951) p. 71
L'apparato cominformista in Italia e a Trieste p. 77
Gli arresti (1951) e il processo (1952) p. 82
L'AUTOREPRESSIONE IN JUGOSLAVIA  
Il carcere di Sremska Mitrovíca p. 97
L'autorepressione a Sremska Mitrovica p. 101
L'autorepressione negli altri luoghi di pena p. 107
La liberazione - 1956  p. 111
La difesa jugoslava contro il Cominform p. 115
Il Partito parallelo p. 119
LA REPRESSIONE IN ITALIA
A Trieste, con Gasparini e Zocchi (agosto 1950) p. 127
A Roma, con Cicalini e Secchia (settembre 1950) p. 128
La repressione contro Bonelli: la lettera di Valli (settembre 1950) p. 129
Le dimissioni dal Partito (1951) p. 134
I tentativi per far riconoscere l'organìzzazione di Rijeka p. 135
La lettera di Comar (ottobre 1953) p. 137
La repressione contro Scano e la sua domanda di una commissione p. 141
Il ricatto contro Ivanka Pirc p. 150
L'abbandono dei compagni carcerati p. 152
La sconfessione del Cominform (estate 1955) p. 156
A Rijeka con il capitano Mijo (fine 1955) p. 161
La repressione contro Dal Pont - Richiesta di una Commissione di iniziativa e di studio p. 166
INEVITABILITA' DELLA DISFATTA DEL COMINFORM  p. 175
Impossibilità di una organizzazione p. 176
Rifiuto dell'informazione p. 177
Estraneità dal teatro dell'azione p. 179
Mancanza di motivazione p. 180
Inesistenza di strutture decisorie p. 183
Sopravvento della Nkvd p. 184
Rigidità di comportamento p. 186
La repressione alla rovescia p. 188
INDICE DEI NOMI 

Lire 20.000

p. 191


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