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Sorti
in tutta la penisola su idea di Dario Lupi, sottosegretario alla Pubblica
Istruzione, ai Parchi della Rimembranza e agli alberi che vi sarebbero
stati piantati venne affidata la memoria dei caduti della Grande guerra.
Quello triestino fu inaugurato il 24 maggio 1926, dopo la ricollocazione
del monumento a Giuseppe Verdi in una piazza San Giovanni «invasa dalla
folla», dalle bandiere e presidiata da due manipoli della Milizia.
Dopo
lo scoprimento della statua, un corteo raggiunse il colle per rendere
onore ai caduti della Grande guerra nelle file dell'Esercito italiano,
onorando primo fra tutti «l'albero del Parco dedicato a Guglielmo Oberdan».
Il
Parco della Rimembranza di Trieste è ripartito in «campi» numerati da 1
a 26, che ospitano le piccole pietre del Carso sulle quali sono scolpiti i
nomi dei caduti.
I
campi dedicati alla Prima guerra mondiale sono quelli numerati dal 16 al
25; più tardi, in conseguenza di altre guerre, vennero sistemati altri
campi e diverse pietre, recanti i nomi dei caduti nella guerra di
Spagna, nella guerra d'Africa e nella Seconda guerra mondiale, furono
collocate anche tra quelle dedicate alla Grande guerra.
Tra
i caduti del 1914-1918, tuttavia, non sono mai stati inseriti i nomi di
quanti caddero militando - come la maggioranza dei triestini - nelle file
dell'esercito austroungarico.
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