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Piazza Oberdan

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La Casa del Combattente 

La Casa del Combattente, con annesso il Civico Museo del Risorgimento, rappresenta uno degli elementi architettonici più rilevanti di piazza Oberdan. Essa nasce da un’idea, evolutasi nel corso del tempo a partire dal 1929, dell'architetto Umberto Nordio. 

Alcune difficoltà sorsero nella progettazione e nell’esecuzione dell'edificio, in quanto si voleva conservare la cella che faceva parte della preesistente Caserma Grande dove era stato detenuto Guglielmo Oberdan; attorno ad essa fu realizzato il Sacrario Oberdan, in cui sui eleva il gruppo bronzeo,  dedicato al giovane irredentista triestino giustiziato dalle autorità asburgiche, opera di Attilio Selva.

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La Casa del Combattente, i cui lavori iniziarono nel 1931, doveva avere all'origine quattro piani il primo dei quali destinato a museo, gli altri alle associazioni di combattenti e d'arma. 

Nel 1934 fu aggiunta, sul modello dei broletti medioevali, una torre alta 54 metri in cima alla quale fu collocato un arco bianco con una campana.

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 Il  Civico Museo del Risorgimento

Nell’edificio,  inaugurato il 29 aprile 1934, fu possibile trasferire dalla vecchia sede di Villa Basevi, il Civico Museo del Risorgimento, l’unico museo cittadino per la collocazione del quale era stato progettato un apposito ambiente. 

Nelle sue sale, dedicate a un arco di tempo che va grosso modo dal 1848 al compimento della Grande guerra, ampio spazio venne dedicato alla memoria dei volontari giuliani del primo conflitto mondiale: cimeli, ricordi, documenti e uniformi dei quali sono collocati in un ampio salone decorato  dagli affreschi di  Carlo Sbisà, mentre uno spazio apposito venne previsto per celebrare la memoria dei volontari decorati di medaglia d’oro al valor militare.

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